venerdì 16 aprile 2010

00:06 del 16/04/2010

Sono già passati sei giorni... sei giorni da quel giorno orribile in cui un intero paese ha perso una persona fantastica.
In questi giorni mi sono ritrovato spesso, se non ogni momento, a pensare. Pensavo a te, pensavo alla nostra amicizia, pensavo al nostro distacco involontario (se non del tutto casuale), pensavo pensavo e pensasvo...

Pensavo che conoscerti è stato davvero bello, che sei stato un buon amico, che abbiamo passato momenti davvero bellissimi in cui ci siamo divertiti tantissimo nel gruppo, che ci siamo distaccati in modo molto spontaneo quando siamo andati alle superiori scegliendo due indirizzi diversi; da quel momento ho iniziato a frequentare altra gente, tu hai continuato ad uscire col tuo vecchio gruppo, e le nostre strade si sono divise nonostante l'amicizia.

Oltre tutto il pensiero che mi affolla la mente più di ogni altro è questo: "Esiste o no un luogo dove i cari che ci hanno lasciato possano continuare una vita felice?"
Una risposta non esiste, o meglio, la conoscerò solo quando anche io ti raggiungerò.

Ancora una volta affermo di avere una grande paura.

Come avevo già detto in precedenza, mi sento molto in colpa per questo, per non aver fatto niente in modo da impedire questo distacco, per non averti più visto...

Ho dato una copia della lettera che ho scritto nell'ultimo post ai tuoi genitori lunedì, e tua madre mi ha chiesto se poteva leggerla; naturalmente gli ho risposto di si. Ora pensa alla sua dolcezza: in quello che è stato (e sarà) il momento più duro della sua vita, si è preoccupata di consolarmi, dicendomi di non sentire in colpa, e ripetendomi che non era colpa di nessuno. Successivamente è stato tuo padre a tirarmi su, dicendo una frase che credo non mi scorderò mai: "Sempre in gamba eh, Yuri, come ho detto agli altri...ve lo dico tramite il mì bimbo!" queste sono, all'incirca, le sue parole esatte... Dopo questo mi sento ancora peggio, dato che non sono stato io a dare una mano ai tuoi genitori nel momento in cui avrei dovuto.

Nico hai lasciato un grandissimo vuoto dentro ognuno di noi. Sappi comunque che siamo tutti vicini ai tuoi genitori, e faremo in modo di "prendercene cura" andandoli a trovare spesso, chi più chi meno, e anche io farò il possibile.

In questo momento mi viene in mente una frase, quella che potrei definire la mia filosofia di vita ma che, scioccamente, non sono riuscito ad applicare nel momento giusto.

"Ti accorgi quanto tenevi ad una persona solamente nel momento esatto in cui ti rendi conto di averla persa irrimediabilmente"

Ciao Nico.

domenica 11 aprile 2010

10/04/2010: Addio Nicolò

è in questi momenti che ripudio qualsiasi cosa, qualsiasi persona...
Sento che tutto quello che ho è inutile, perché prima o poi non ci sarà di nessun aiuto.

Ho paura.

Quando accadono cose di questo genere mi crolla il mondo addosso. Mi sento debole, insignificante, inutile come un granello di sabbia. Vedo che per quanto una persona possa prendere bene la vita, per quando sia spensierata e felice, per quanto abbia ambizioni, c'è sempre qualcosa che ci mette i bastoni tra le ruote.
La vita ci mette di fronte a cose terribili, a fatti devastanti, e noi non possiamo fare niente se non subirli e cercare di trarne un qualche insegnamento, anche se non sempre vi è presente.

Questa volta la nostra prova è stata perdere una persona giovane, fantastica, una persona sempre sorridente e con tantissima voglia di scherzare.

A soli 17 anni, la vita, crudele come pochi, ha deciso di spegnere la fiamma che ardeva vigorosa dentro di te come in chiunque altro, portando dolore tra i tuoi famigliari, gli amici e i concittadini.


Ogni persona pensa solo a quelli che sono i beni materiali, ma quando succedono queste disgrazie, ognuno non fa altro che sentirsi ridicolo.

Ho avuto questa dura notizia appena sono tornato a casa questa sera, e ho iniziato a pensare a tante cose, tutte affollate nella mia mente:
ci siamo conosciuti alle elementari, siamo diventati amici alle medie, abbiamo condiviso tanti bei momenti a scuola e nel vecchio gruppo. Poi, per un caso, ci siamo allontanati all'inizio delle scuole superiori, e in questi tre anni credo di averti incontrato solo due o tre volte.

Non ricordo un unico litigio tra di noi ma, al contrario, se penso a te ricordo solo una persona felice e spensierata, che metteva anima e corpo in tutto ciò che faceva, e che andava sempre d'accordo con tutti.

Il ricordo più nitido che ho di te, però, è lo spettacolo che facemmo col gruppo: ci dedicammo tutto a quello spettacolo, ci divertimmo molto a prepararlo.

La tua capacità di recitare ed imitare rimane nei cuori di tutti, data la tua stessa capacità di coinvolgere il pubblico di fronte a te.

Mi sento in colpa ora, in colpa di non aver fatto in modo di non perdere i contatti, ma sicuramente è una cosa stupida per cui sentirsi in colpa.

A mala pena posso immaginare cosa proveranno le persone che stavano intorno a te quotidianamente.

Voglio solo dire che sei stato un buon amico per il periodo in cui ci siamo frequentati.

Grazie di aver migliorato, in un modo o nell'altro, la vita di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti.


Ti voglio bene Nicolò.

sabato 3 aprile 2010

23:59 del 3/4/2010

Buona serata a tutti...
come avevo già accennato quando ho creato questo mio spazio, il blog sarà anche un diario per un certo verso, dove racconterò qualche episodio della mia noiosissima vita.

Ora, giusto per essere un pò critico, ditemi che ne pensate di questa situazione: un ragazzo di 17 anni, mai stato fidanzato, che passa un intero pomeriggio insieme a 3 coppiette... qualcuno mi dirà "ma sono tuoi amici, non ti fanno sentire di troppo o in imbarazzo"... vedete, il fatto è proprio questo! potremmo discuterne se volete.
Ciò che voglio dire è: QUALSIASI COPPIETTA, CHE SIA FORMATA DA TUOI AMICI O NO, TI FA SENTIRE DI TROPPO QUANDO SEI CON LORO.

Il discorso è molto semplice: se due stanno sempre li avvinghiati o a pomiciare, è chiaro che ti mettano in soggezione... insomma, siamo umani!
Non sai che discorso intraprendere, non hai idea di cosa fare e non fare...stai semplicemente li, magari cercando di evitare i loro sguardi, a giocare con la prima cosa che ti capita sotto mano e a fumare una sigaretta dietro l'altra.

La semplice conclusione, è che non c'è soluzione a questo: una coppia è giusto che si comporti così... infatti, se fossi fidanzato, me ne fregherei altamente dell'amico che è da solo, perchè io stesso voglio passare il tempo che ho con la persona con cui sto in quel momento!

E per stasera è tutto!

P.s.
Spero che nessuno prenda sul personale questa discussione: è solo per parlare e per discutere di qualcosa, dato che spero che questo blog possa servire anche ad aprire qualche "dibattito" su qualsiasi tipo di argomento.