martedì 19 ottobre 2010

Lucca Comics 2010

Lucca Comics: uno dei più importanti avvenimenti dell'anno, se come me si è interessati alla cultura dei manga e anime giapponesi.

Ma che cosa è Lucca Comics?

Non è altro se non una fiera allestita nel centro storico della suddetta città. Vengono aperti dei padiglioni nei quali vengono esposti gadget e pupazzi, manga e anime, film, spille, posters e chi più ne ha più ne metta! Ma la parte più interessante, per quanto mi riguarda, è l'entusiasmante numero di persone che, per qualche giornata, hanno la possibilità di impersonare i loro personaggi preferiti... non è semplicemente fantastico? Il centro storico di una città toscana bellissima è letteralmente invaso di persone mascherate in ogni modo e, ovviamente, non c'è cosa più bella di chiedere loro delle foto! Ma ora mi zittisco, e vi lascio alcune foto scattate l'anno scorso :)

Sebastian Michaelis & Ciel Phantomhive - Kuroshitsuji



Kakashi - Naruto

Edward Mani di Forbice

sabato 18 settembre 2010

00:48 del 18/09/2010: la scuola aiuta!

Buona sera! Non scrivo da circa due mesi, e sinceramente non pensavo che mi sarebbe tornata presto la mia "ispirazione" per la scrittura in generale.

Sembrerà molto strano sentirlo dire (o meglio, vederlo scrivere) da un ragazzo della mia età, ma la scuola una volta tanto mi ha aiutato. Sembra ieri che le vacanze estive hanno preso il posto delle giornate sui banchi, tra una risata e un'altra di noi alunni che ci diverti(v)amo a far impazzire i professori, ad usare scuse per uscire di classe quando vogliamo semplicemente farci una girata per la scuola e magari scambiare due chiacchiere con qualche professore che troviamo durante il nostro vagare. In realtà è già passata un'intera stagione, tre mesi, circa 95 giorni di vacanze. Che strano vero? Ebbene si: sono uno dei pochi giovincelli liceali che non fa altro tutta l'estate se non sperare che l'estate stessa finisca il prima possibile. Ora sto bene, il mio momento di scombussolamento è pressochè passato e non posso di certo lamentarmi.

Quando la scuola è iniziata mi sembrava un sogno: poter toccare di nuovo i banchi, dover fare tutte quelle rampe di scale che di prima mattina sembrano infinite, prendere una bottiglietta d'acqua ai distributori... tutte piccole cose che, messe insieme, creano un bell'ambiente a parer mio. Poi come potete pretendere che non nomini i professori? Semplicemente spettacolari! Ovviamente i professori non andranno mai bene: o ti stanno antipatici, o (a parer nostro) non sanno insegnare, oppure semplicemente non riescono a coinvolgere gli studenti in modo che la lezione (e la materia stessa) diventi più interessante; ma c'è una cosa che ti porta alla vera felicità nel tornare a scuola: questa è il poter affrontare discorsi seri e non con loro, capendo che, fuori dal proprio ambito lavorativo, sono persone esattamente come noi.


Voglio a tal proposito ringraziare una delle prof, per fare una citazione "la mia professoressamica", Musa, una delle persone che segue questo blog: ti ringrazio tantissimo, perchè la giornata che abbiamo passato in giro tra una chiacchiera e una foto mi ha fatto davvero bene.

domenica 4 luglio 2010

22:22 del 04/07/2010 : Che mi succede?

Sempre meno spesso mi ritrovo a scrivere qualcosa...e non intendo solo qui, ma intendo in generale.
Non sono più capace di mettere in fila due parole per esprimere un mio pensiero in modo che formino una singola frase di senso compiuto.
Ho smesso di scrivere la storia che stavo producendo ormai da mesi, ho praticamente smesso di suonare il pianoforte e di ascoltare la musica... ho smesso di guardare film.
L'unica cosa che faccio è cercare di stare in compagnia, anche se la maggior parte delle volte non faccio niente di particolare, in modo da non rimanere solo per l'intera giornata...

ma che mi succede?

sto cambiando troppo, e non so neanche da cosa sia dovuta questa fortissima alterazione della mia stessa personalità.
Sto diventando più violento e sadico... anche cinico, si. Sto veramente smontando quelli che sono stati i miei principi morali per tutti i miei 17 anni di vita, e non so quale sia il motivo.

Queste sono solo parole di un povero diciassettenne che si limita ad usare il suo tempo per scrivere su un blog che probabilmente nessuno (o quasi) leggerà.

Una cosa è certa: non pensate mai di rimanere sempre uguali, perchè un cambiamento radicale arriva senza che voi ve ne accorgiate.

venerdì 11 giugno 2010

11/06/2010: fine della scuola...

Ciao a tutti pochi ma carissimi interessati a questo blog...
che dire, è da tantissimo che non scrivo, e ho deciso che per riprendere un pò quella che è la narrazione dei vari avvenimenti futuri partirò proprio da oggi, ultimo giorno di scuola.

Vediamo un pò...ah si! Partiamo dall'istante in cui mi sono svegliato: sinceramente, non ero assolutamente emozionato per la fine di questo anno scolastico, anzi, al contrario di tutti i giovani della mia età, ero assolutamente contrariato.

Arrivato a scuola ee attaccato il mio portatile, ho iniziato a girare film a ruota, saltando scende, cambiando DVD ogni 5 secondi... che noia insomma! e sembrava proprio che tutti gli altri si divertissero! Alle 9, poi, sono arrivate due ragazze simpaticissime che ci hanno presentato il loro libro, "Le Facce Buffe dell'Amore", e che data la descrizione non vedo l'ora di leggere... ah si, naturalmente lo consiglio a tutti, sembra molto interessante!!!

La giornata è andata avanti molto lentamente, in modo molto piatto... è stata terribile... e, alla fine, il suono di quella campanella, le urla, la felicità, tutti che corrono per uscire da scuola.... ed io che, lentamente, scendo le scale, con un'aria sconfitta sul volto, salutando tutte le persone che mi passavano accanto, e pensando ad una sola cosa:
"Diavolo, anche quest'anno è andato..."

Per me la fine dell'anno scolastico è critica: il caldo, il lavoro...ma non solo! per me è un pò come il 31 Dicembre: nuove speranze, nuove emozioni... spero in tanti cambiamenti e in miglioramenti. ma che devo aspettarmi da quest'estate? non lo so proprio, perchè, secondo me, non promette assolutamente bene.




mh... rileggendo questo Post mi rendo conto che è scritto veramente da schifo.



Che sto cambiando, a questo punto, credo sia ben chiaro a tutti.

giovedì 6 maggio 2010

Turin in my Heart

Parliamo oggi, a quasi un mese di distanza dal mio ultimo intervento, di quello che è stato il mio soggiorno a Torino per quattro giorni...

.....

Certo, in effetti non c'è molto da dire.
Bellissima città a parer mio, molto ben organizzata dal punto di vista dei mezzi di trasporto e, se posso permettermi, l'ho trovata anche abbastanza romantica. Mi dava un senso di familiarità, di calore... come se avessi sempre abitato li.
Mi sto dilungando troppo in cose futili? è vero, lo ammetto... dato che non ho molto da dire, mi limiterò a mettere qui qualche foto di quei giorni passati in compagnia di mio fratello.
Buona visione!
Dalla Mole Antonelliana
Io e Mio Fratello sulla Mole
Si nota il terrore che provavo?
Ero terrorizzato, lo ammetto...
La lunghissima fila per il museo Egizio

venerdì 16 aprile 2010

00:06 del 16/04/2010

Sono già passati sei giorni... sei giorni da quel giorno orribile in cui un intero paese ha perso una persona fantastica.
In questi giorni mi sono ritrovato spesso, se non ogni momento, a pensare. Pensavo a te, pensavo alla nostra amicizia, pensavo al nostro distacco involontario (se non del tutto casuale), pensavo pensavo e pensasvo...

Pensavo che conoscerti è stato davvero bello, che sei stato un buon amico, che abbiamo passato momenti davvero bellissimi in cui ci siamo divertiti tantissimo nel gruppo, che ci siamo distaccati in modo molto spontaneo quando siamo andati alle superiori scegliendo due indirizzi diversi; da quel momento ho iniziato a frequentare altra gente, tu hai continuato ad uscire col tuo vecchio gruppo, e le nostre strade si sono divise nonostante l'amicizia.

Oltre tutto il pensiero che mi affolla la mente più di ogni altro è questo: "Esiste o no un luogo dove i cari che ci hanno lasciato possano continuare una vita felice?"
Una risposta non esiste, o meglio, la conoscerò solo quando anche io ti raggiungerò.

Ancora una volta affermo di avere una grande paura.

Come avevo già detto in precedenza, mi sento molto in colpa per questo, per non aver fatto niente in modo da impedire questo distacco, per non averti più visto...

Ho dato una copia della lettera che ho scritto nell'ultimo post ai tuoi genitori lunedì, e tua madre mi ha chiesto se poteva leggerla; naturalmente gli ho risposto di si. Ora pensa alla sua dolcezza: in quello che è stato (e sarà) il momento più duro della sua vita, si è preoccupata di consolarmi, dicendomi di non sentire in colpa, e ripetendomi che non era colpa di nessuno. Successivamente è stato tuo padre a tirarmi su, dicendo una frase che credo non mi scorderò mai: "Sempre in gamba eh, Yuri, come ho detto agli altri...ve lo dico tramite il mì bimbo!" queste sono, all'incirca, le sue parole esatte... Dopo questo mi sento ancora peggio, dato che non sono stato io a dare una mano ai tuoi genitori nel momento in cui avrei dovuto.

Nico hai lasciato un grandissimo vuoto dentro ognuno di noi. Sappi comunque che siamo tutti vicini ai tuoi genitori, e faremo in modo di "prendercene cura" andandoli a trovare spesso, chi più chi meno, e anche io farò il possibile.

In questo momento mi viene in mente una frase, quella che potrei definire la mia filosofia di vita ma che, scioccamente, non sono riuscito ad applicare nel momento giusto.

"Ti accorgi quanto tenevi ad una persona solamente nel momento esatto in cui ti rendi conto di averla persa irrimediabilmente"

Ciao Nico.

domenica 11 aprile 2010

10/04/2010: Addio Nicolò

è in questi momenti che ripudio qualsiasi cosa, qualsiasi persona...
Sento che tutto quello che ho è inutile, perché prima o poi non ci sarà di nessun aiuto.

Ho paura.

Quando accadono cose di questo genere mi crolla il mondo addosso. Mi sento debole, insignificante, inutile come un granello di sabbia. Vedo che per quanto una persona possa prendere bene la vita, per quando sia spensierata e felice, per quanto abbia ambizioni, c'è sempre qualcosa che ci mette i bastoni tra le ruote.
La vita ci mette di fronte a cose terribili, a fatti devastanti, e noi non possiamo fare niente se non subirli e cercare di trarne un qualche insegnamento, anche se non sempre vi è presente.

Questa volta la nostra prova è stata perdere una persona giovane, fantastica, una persona sempre sorridente e con tantissima voglia di scherzare.

A soli 17 anni, la vita, crudele come pochi, ha deciso di spegnere la fiamma che ardeva vigorosa dentro di te come in chiunque altro, portando dolore tra i tuoi famigliari, gli amici e i concittadini.


Ogni persona pensa solo a quelli che sono i beni materiali, ma quando succedono queste disgrazie, ognuno non fa altro che sentirsi ridicolo.

Ho avuto questa dura notizia appena sono tornato a casa questa sera, e ho iniziato a pensare a tante cose, tutte affollate nella mia mente:
ci siamo conosciuti alle elementari, siamo diventati amici alle medie, abbiamo condiviso tanti bei momenti a scuola e nel vecchio gruppo. Poi, per un caso, ci siamo allontanati all'inizio delle scuole superiori, e in questi tre anni credo di averti incontrato solo due o tre volte.

Non ricordo un unico litigio tra di noi ma, al contrario, se penso a te ricordo solo una persona felice e spensierata, che metteva anima e corpo in tutto ciò che faceva, e che andava sempre d'accordo con tutti.

Il ricordo più nitido che ho di te, però, è lo spettacolo che facemmo col gruppo: ci dedicammo tutto a quello spettacolo, ci divertimmo molto a prepararlo.

La tua capacità di recitare ed imitare rimane nei cuori di tutti, data la tua stessa capacità di coinvolgere il pubblico di fronte a te.

Mi sento in colpa ora, in colpa di non aver fatto in modo di non perdere i contatti, ma sicuramente è una cosa stupida per cui sentirsi in colpa.

A mala pena posso immaginare cosa proveranno le persone che stavano intorno a te quotidianamente.

Voglio solo dire che sei stato un buon amico per il periodo in cui ci siamo frequentati.

Grazie di aver migliorato, in un modo o nell'altro, la vita di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti.


Ti voglio bene Nicolò.

sabato 3 aprile 2010

23:59 del 3/4/2010

Buona serata a tutti...
come avevo già accennato quando ho creato questo mio spazio, il blog sarà anche un diario per un certo verso, dove racconterò qualche episodio della mia noiosissima vita.

Ora, giusto per essere un pò critico, ditemi che ne pensate di questa situazione: un ragazzo di 17 anni, mai stato fidanzato, che passa un intero pomeriggio insieme a 3 coppiette... qualcuno mi dirà "ma sono tuoi amici, non ti fanno sentire di troppo o in imbarazzo"... vedete, il fatto è proprio questo! potremmo discuterne se volete.
Ciò che voglio dire è: QUALSIASI COPPIETTA, CHE SIA FORMATA DA TUOI AMICI O NO, TI FA SENTIRE DI TROPPO QUANDO SEI CON LORO.

Il discorso è molto semplice: se due stanno sempre li avvinghiati o a pomiciare, è chiaro che ti mettano in soggezione... insomma, siamo umani!
Non sai che discorso intraprendere, non hai idea di cosa fare e non fare...stai semplicemente li, magari cercando di evitare i loro sguardi, a giocare con la prima cosa che ti capita sotto mano e a fumare una sigaretta dietro l'altra.

La semplice conclusione, è che non c'è soluzione a questo: una coppia è giusto che si comporti così... infatti, se fossi fidanzato, me ne fregherei altamente dell'amico che è da solo, perchè io stesso voglio passare il tempo che ho con la persona con cui sto in quel momento!

E per stasera è tutto!

P.s.
Spero che nessuno prenda sul personale questa discussione: è solo per parlare e per discutere di qualcosa, dato che spero che questo blog possa servire anche ad aprire qualche "dibattito" su qualsiasi tipo di argomento.

lunedì 29 marzo 2010

Nonsense e Portmanteau

Vorrei permettermi di iniziare questo post (se me lo consentite) con una breve spiegazione di cosa sono il Nonsense e il Portmanteau: li spiegerò, naturalmente, separati, iniziando dal Nonsense.

Con Nonsense si da la definizione di una parola, una frase, un'opera o quant'altro completamente priva di significato.
Il termine deriva dall'inglese e significa "senza senso" (è traducibile in italiano anche come "Nonsenso"): spesso però questa parola è utilizzata anche come sinonimo di "Follia".
Questo "stile di scrittura" si basa sull'equilibrio di quello che è l'ordine e il caos, tra quello che è un senso compiuto e un nonsense; oltre tutto, può anche suscitare ilarità, proprio per la sua parziale o totale mancanza di significato. Questo genere difficilmente "esiste" come signolo, ma viene chiamato "Genere Parassita": è quindi un genere letterario che, solitamente, si sviluppa all'interno di altre opere, prendendo quindi solo un piccolo spazio in quella che è la vera opera.
Secondo Wim Tiggs, questo genere deve possedere le seguenti caratteristiche per esistere, avendo al suo interno:
  • mancato nesso causa effetto
  • portmanteau
  • neologismi
  • inversioni
  • imprecisioni
  • simultaneità
  • incongruenza
  • arbitrarietà
  • ripetizione senza fine
  • negazione o clonazione
Il Portmanteau (traducibile in italiano come "parola macedonia" o "composto aplologico") è un'espressione che nasce dall'unione di due parole diverse, che in genere hanno almeno un filo in comune. Esempio di nonsense può essere la parola inglese "smog", che nasce dall'abbreviazione della parola "smoke" (fumo) unita alla parola "fog" (nebbia).

Di seguito, le parole inventate da Lewis Carroll per dare origine al poemetto Jabberwocky:
  • Bandersnatch / Bandafferra: Una creatura fantastica nominata anche in La caccia allo Snark.
  • Borogove / Paprusso - un uccello lungo e secco, con tante piume attaccate tutt'intorno, come uno spazzolone vivente
  • brillig / brillosto (Portmanteau) - le quattro di pomeriggio, deriva da "bryl" e "broil" (cuocere allo spiedo) e indica l'ora del giorno in cui si comincia a preparare la cena
  • burbled (passato di "to burble) / sbollare - deriva dall'unione di "bleat" (belare), "murmer" e "warble" (gorgheggiare) e indica un brontolio
  • frumious / fumio - combinazione di "fuming" (fumoso) e "furious" (furioso); è spiegato nella prefazione de "La caccia allo Snark".
  • (to) gimble - deriva dall'inglese gimlet, che vuol dire succhiello, quindi "fare buchi con un succhiello" (tradotto insieme a "gyre" con "facean girelli")
  • (to) gyre - "girare come un giroscopio" . (tradotto insieme a "gimble" con "facean girelli")
  • Jabberwocky / Ciarlestroniano - aggettivo derivante dalla parola "Jabberwock"
  • jubjub bird / uccello giuggio - secondo "La Caccia allo Snark", un uccello disperato che vive in una sofferenza perpetua.
  • mimsy / mélacri - combinazione di "flimsy" (affranto) e "miserable" (miserabile).
  • mome' / (non tradotto) - secondo la spiegazione di Humpty Dumpty in "Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò", è la contrazione di from home; Lewis Carroll, in seguito, lo dirà derivante da solemome, "solenne"
  • outgrabe (passato di "outgribe) / strinire - è il verso delle creature note come Rath (trugòn). "Qualcosa di simile a un urlo ed un fischio, con una specie di starnuto in mezzo" (spiegazione di Humpty Dumpty).
  • rath / trugone (trugòn) - creatura fantastica simile ad un porcellino verde
  • slithy / tospi - combinazione di "lithe" (agile) e "slimy" (viscido)
  • tove / agìluto - creatura fantastica, incrocio fra un tasso e un cavatappi
  • uffish / bellici - stato mentale in cui la voce è "gruffish" (burbero), le maniere "roughish" (scontroso) e l'umore "huffish" (stizzoso).
  • wabe - Lo spiazzo erboso intorno ad una meridiana. Si chiama wabe poiché va "a long way before it", "a long way behind it" e "a long way beyond it" (ovvero, va da molto prima (della meridiana) a "molto dietro" e "molto oltre".

martedì 16 marzo 2010

Primo post nella storia di questo blog: Jabberwocky - First post int he story of this blog: Jabberwocky

Buona sera a tutti.
Questa è la prima volta che scrivo a quello che può essere un pubblico infinitamente espanso (se teniamo di conto tutte le persone che navigano su internet) e non so proprio cosa dire.
Lasciando da parte tutte le formalità, inizierò questo blog postando un poemetto, scritto da Lewis Carroll in "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò", intitolato "Jabberwocky":
proprio da questo poemetto deriva il nome (o titolo, o come dir si voglia) di questo piccolo spazio virtuale in cui i miei pensieri navigheranno lontani da occhi indiscreti di determinate persone.
Si lo so, mi sto dilungando troppo, quindi torniamo al poemetto:
il Jabberwock (in italiano tradotto in "Ciarlestrone") è la creatura protagonista dei versi che scriverò di seguito. Posterò sia la versione originale che la traduzione italiana. Prossimamente, posterò anche il significato di quelle che sono le parole inventate dallo stesso scrittore per scrivere questo Nonsense.
Buona lettura a tutti!

Good evening all.
This is the first time I write to an audience that can be infinitely expanded (if we take in account all the people who surf the internet) and I don’t really know what to say.
Leaving aside all the formalities, I will start this blog posting a poem written by Lewis Carroll in "Through the Looking-Glass and what Alice found there", named "Jabberwocky":
from this poem derives the name (or title, or however you want to call it) of this little virtual space in which my thoughts will browse far from prying eyes of certain people.
Yes i know, I’m lenghtening too much, so let’s go back to the poem:
the Jabberwock (translated in Italian as "Ciarlestrone") is the creature protagonist of the verses that I write below. I will post both the original and the Italian versions. Soon I’ll post also the meaning of those words which are invented by the writer himself to write this Nonsense.
Happy reading to everyone!



Jabberwocky

'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe
All mimsy were the borogoves
And the mome raths outgrabe

"Beware the Jabberwock my son!
The jaws that bite, the claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!"

He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome foe he sought -
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.

And as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eye of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!

One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker-snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.

"And hast thous slain the Jabberwock?
Come to my arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!"
He chortled in his joy.

'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.


CIARLESTRONIANA

Era brillosto, e i tospi agìluti
Facean girelli nella civa
Tutti i paprussi erano mélacri
Ed il trugòn striniva

"Ma bada al Ciarlestrone, o figlio!
Con fauci e denti ti rinserra.
Del Giuggio uccèl bada all'artiglio,
E al fumio Bandaffera!"

Il figlio impugna il brando vòrpido,
In cerca del mansone va;
E giunto dei Tontoni all'albero
Fermo e perplesso sta.

Qui mentre sosta in pensier bellici
L'occhidibragia Ciarlestone
Si sonfla nella selva tulgida,
Sbollando nell'azione!

Un, dué! Un, dué! E poi daccapo,
Il brando vòrpido schidatta!
Morto il nemico, col suo capo
Galonfa alla ritratta.

"Il Ciarlestone hai schiantato?
Qua che t'abbracci, o raggioso!
Callò! Callài! Giorno fregiato!"
Quei stripetò, gioioso.

Era brillosto, e i tospi agiluti
Facean girelli nella civa;
Tutti i paprussi erano mélacri,
Ed il trugòn striniva.